Il neorealismo. Letteratura e popolo dagli anni Trenta agli anni Cinquanta, Paravia, 1976.
Letteratura e industria. Dal Menabò di Vittorini e Calvino alla "letteratura selvaggia", Paravia, 1982
L'esperienza letteraria. Narrativa, poesia, teatro (in coll. con A.M. Bruzzone), Mursia ,1986
Storia e antologia della letteratura latina, Mursia, 1994
Elisabetta Chicco Vitzizzai tiene una rubrica su Cucina e storia del costume — Invitare a cena per leggereungusto. Il Leone Verde edizioni
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Madame Bovary: bruna, snella, graziosa, sognatrice, illusa, delusa, disperata. A questa serie di aggettivi c'è da aggiungere: golosa. Golosa di vita, di gioie, di cibi. Civetteria, galanteria, erotismo, seduzione sono da lei associati, nei sogni come nella realtà ai lussi della tavola. |
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Per Virginia Woolf la casa fu essenzialmente studio e rifugio, ma anche accoglienza e ospitalità. Gli amici erano sovente invitati per il tè o a pranzo, e scene di pranzi e ricevimenti sono centrali nei sui romanzi e racconti. Virginia stessa aveva preso lezioni di cucina e nelle sue lettere scambiava ricette con la sorella Vanessa. |
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Tra opulenza e penuria, ripercorrendo le romanzesche vicende dell'affascinante Rossella, prima nello scenario fastoso delle feste nelle ricche magioni della Georgia, poi in un paese prostrato dalla Guerra di Secessione, si snoda una ricognizione nella cucina di "Via col vento", tra apporti indiani, creoli, europei e africani, che sono propri della tradizione gastronomica degli Stati Uniti del Sud. |