I LIBRI DI ELISABETTA CHICCO VITZIZZAI
I miei romanzi sono sovente ambientati nella mia città, Torino, in precise epoche — fine '800, inizo '900, anni '30-'60 — di cui ricostruisco con precisione atmosfere e dettagli storici o, se si preferisce, l'esprit du temps. Dedico particolare cura all'approfondimento psicologico dei personaggi e alla varietà delle storie e degli intrecci.
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«L'azzurro luminoso del cielo si specchiò nel mare, e dalla bianca spuma nacque la dea dell'amore Afrodite. La bianca fanciulla danzò sulle onde e bianche colombe le facevano corona. Quando fu stanca, bisbigliò misteriosamente e due delfini accorsero al suo richiamo...» |
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Tre racconti, giocati sui registri del commedia, dello humour nero e del tragico. L'emancipazione della giovane Giulia in una Torino sessuofoba e bigotta alle soglie della modernità industriale (Le ali di Mercurio); l'ambigua e morbosa vicenda di reciproca seduzione tra un vecchio necrofilo e bizzarro e una strana solitaria bambina (Pandora); il dispiegarsi della violenza in un microcosmo di donne sole (Cameriere finite, pratiche di cucina). |
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«Oramai non mangiavano più, rosicchiavano, piluccavano e bevevano a grandi sorsate un buon Barolo che scaldava il sangue e rendeva ogni cosa più lucida e più confusa». |
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Tra suspense e ironia un'eccentrica storia gotica, ambientata nella Torino Liberty del primo novecento, dove la giovanissima sensitiva Erina è alle prese con il cupo ed enigmatico fidanzato, il dottor Barbi, anatomo-patologo e ipnotista, l'ambiguo maggiordomo Orfeo e la nana Iliade, sguattera di cucina nonché depositaria di foschi segreti. |
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Tre racconti all'insegna della stranezza, della trasgressione e dell'ironia: Un delitto in eredità, Violette sul cappello, L'azzardo. «Non si sentiva — e sapeva di non essere — l'ordinato borghese che da dietro gli occhiali lo guardava dallo specchietto della sua automobile: il suo vero volto, il volto che aveva imparato a riconoscere e ad apprezzare, era un altro» |
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La famiglia Avigdor, ebrei commercianti di stoffe, è al centro di questo breve romanzo ambientato a Torino nel periodo che va dalle "Leggi razziali" fasciste al dopoguerra. Al centro un mistero: dove è finita la madre di Daniel, improvvisamente scomparsa un giorno del '43? Deportata in un campo di sterminio o fuggita con un amante? |
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L'uomo che le donne vorrebbero trova mai corrispondenza nella realtà? Forse no, perché ognuno ama come sa o come può, inseguendo illusioni d'amore che sovente si rivelano per quelle che sono: sogni appunto. Eppure nessuno può rinunciare alla ricerca della felicità, per quanto essa appaia fragile o irraggiungibile. |
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Poliedrico, umorale e amorale, mio padre era uno che andava contro corrente. Il suo modo di vivere irregolare, disordinato, faticoso, divertente, era tutto il contrario di quello che usava nella sua famiglia, borghesemente timorosa dello scandalo e dell’eccentricità, convenzionale e puritana nei costumi. |